mercoledì 20 settembre 2017

Ovunque tu sia

Ieri notte ha piovuto forte, stavo al letto e improvvisamente ti ho sentito.


Eri lì, tra le gocce e il vento.
Dopo un viaggio di quasi un anno ho avuto la coscienza che sei arrivato, non so bene dove, non so in quale dimensione, ma sei arrivato e sei in pace.
Nella pace furiosa di un temporale di fine estate ti ho sentito e ti ho sentito tranquillo, sereno, dopo l'inferno in terra che hai vissuto e che ti hanno costretto a subire.
Eri lì, un alito lieve, una carezza che nessuna mano è in grado di replicare e una strana coincidenza: il giorno del tuo ricovero.
Aspettavo il segno della fine del tuo viaggio: ora so; è terminato, sei giunto nella destinazione finale.
Sapevo che sarebbe giunto con la pioggia notturna, ma non sapevo quando.
Aspettami papà, quando sarà il mio tempo saremo insieme pioggia e vento.


Non piangere sulla mia tomba …

Non piangere sulla mia tomba Non sono qui.
Non sto dormendo. Io sono mille venti che soffiano;
Sono lo scintillio del diamante sulla neve
Sono il sole che brilla sul grano maturo
Sono la pioggia lieve d’autunno.
Quando ti svegli nella calma mattutina
Sono il rapido fruscio degli uccelli che volano in cerchio
Sono la tenera stella che brilla nella notte
Non piangere sulla mia tomba Io non sono lì

Canto degli indiani Navajo

4 commenti:

  1. Accorato e dolcissimo ricordo. Sentite condoglianze.
    Un abbraccio
    enrico

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  2. Davvero bello il canto degli indiani Navajo, non lo conoscevo.
    Da quando non ci sei più, "mio guerriero", ho tanta : www.missdreamer.altervista.org/paura-di-dimenticarti
    Vi è mai capitato?

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  3. dubito fortemente tuo padre abbia la necessità di riabbracciarti...
    non so se tu sia tra quanti hanno l'idea i nostri cari dall'alto ci guardino, io sono certa ci proteggano... vivano una serenità fatta di cose belle, ma con un orecchio teso alle nostre esigenze e preghiere

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  4. ogni volta che lo pensi è vicino a te

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