giovedì 30 novembre 2017

Esiste un dio che fa scomparire i sellini da bici?




Forse in pochi conoscono quella lunga strada che parte da Cinecittà, continua per Capanelle, imbocca l'Ardeatina, procede con la Cecchignola e Mostacciano allungandosi poi verso il mare. Ecco. Io quella strada la faccio tutte le settimane da oltre 30 anni, d'estate e d'nverno, con l'asfalto semi liquefatto o ghiacciato, con l'acqua piovana che arriva agli sportelli dell'auto dal momento che i tombini sono tutti otturati. E' una lunga strada a due corsie stretta, piena di curve e rotatorie e sempre, ma proprio sempre, per tutto il percorso, incontro decine e decine di ciclisti della domenica che mi fanno venire travasi di bile. Essi, i ciclisti, strizzati nelle loro improponibili tutine di quattro taglie più piccole, non solo costringono la mia ricerca della bellezza, il mio senso estetico estremo a farsi benedire obbligandomi alla vista delle loro chiappe, spesso mollicce, con incuneato in mezzo un sellino che vorrei saltasse via ad ogni buca ( e vi garantisco che se ne contano almeno un centinaio durante il percorso), per non parlare di quelli che accostano ( si fa per dire) al lato della strada  (stretta)  con una mano tengono la bici e con l'altra l'ammennicolo innaffiando i campi che limitano la strada con movenze talmente zotiche e volgari che oltre la bile mi viene pure la nausea) . Io li detesto. Roma non è una città per ciclisti e nemmeno per  pedoni come ho scritto già in un altro post. Ti sorpassano a destra e tagliano la strada verso sinistra; procedono in fila orizzontale per 10 o 15 urlando stronzate varie ( tipo: " daje che sei forte, pedala che poi annamo a magna ar porto, aaaa visto  a magggica..."), ma spero che gli spaghetti gli vadano per traverso, che le vongole degli spaghetti suddetti siano marce e li costringano a  lunghe soste crampiforme nei campi dove i pastori maremmani custodiscono i greggi costeggiando tutto il percorso, che la tutina gli esploda sulla panza, che i crampi ai polpacci li facciano rotolare per terra sui sampietrini tarocchi dell'Appia Antica!! E tu pazientemente rallenti, cercando il momento buono per sorpassarli, quello dietro ti lampeggia in dubbio se montare sopra a te o alla frotta d'imbecilli; ce la fai, li superi e arriva il semaforo rosso e loro ti superano, passando col rosso e mandandoti affanc@@@ perché gli hai lampeggiato!!
Ecco insomma, io non ce la posso fare. Detesto i ciclisti, quelli indisciplinati, che ti fanno esplodere il fegato e mettere in pericolo la vita, li trovo ridicoli quando alle due del pomeriggio di Agosto con 43 gradi arrancano ansimando senza farti passare, quando all'alba sull'asfalto ghiacciato ondeggiano di qua e di là perdendo il controllo della bici e tu non puoi spostarti perché la corsia è a doppio senso, e li odio pure perché si appoggiano al mio cofano! Vatti a riposare a casa tua, sulla pista ciclabile, su una panchina, sulla tua scrivania, sulla panza di tua moglie, ma non sulla mia macchina!
Ah...dimenticavo: io non guido, se avessi guidato stavo ai domiciliari da tempo.

2 commenti:

  1. anch'io li detesto Anto!!!
    Il guaio è che guido...

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    Risposte
    1. Almeno hai il coraggio di dirlo! Qui se lo dici ti tiri contro talmente tante parolacce e maledizioni che pensi non arriverai nemmeno al prossimo secondo di vita.

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