mercoledì 17 gennaio 2018

C'era 'na vorta Roma...



 




Con sofferenza devo dire che la mia città, culla della Cultura e dell'Arte è diventata un letamaio: una stalla maltenuta è un salone prestigioso in confronto a ciò con cui devo vivere. Il mio quartiere, in periferia, è qualcosa di indescrivibile, provoca sofferenza persino parlarne, raccontarlo poi è un vero dolore. Come descrivere le strade senza marciapiedi, senza illuminazione che franano sotto i piedi? Come raccontare la famosa " monnezza" che arriva a livello ginocchia e quando piove ti viene incontro se la strada è in discesa? Conosco vie del centro storico, vere perle di bellezza, di culla primordiale della civiltà, biglietto da visita per milioni di turisti, ridotte a latrine pubbliche, con soggetti che defecano indisturbate, spacciano con la stessa indifferenza con la quale io guardo l'orologio. Prendere la metro è pericoloso come affrontare il Bronx in piena notte, guardare le strade costeggiate da prostitute e trans praticamente nudi a tutte le ore è ormai da anni routine, presumo che un bordello sia più civile.

Roma non esiste più, era davvero stupenda. Ora è morta.
Mi rimane solo il ricordo della sua maestosa bellezza.




4 commenti:

  1. Mio Dio che squallore ...!! Un'offesa a tutta l'umanità ...
    Ciao Antonella ... un salutone

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  2. Con infinito dolore devo confermare tutto quello che dici, Roma è una cloaca a cielo aperto sporca e piena di mondezza non raccolta vicino ai cassonetti sempre sporchi, marciapiedi pieni di tutto compreso pipì e cacca e la pipì è anche umana con tanto di bottiglie di birra lasciate a bordo negozi, strade sporchissime e soprattutto buche da tutte le parti e addirittura marciapiedi del centro in cui è ormai impossibile camminare. Poche sere fa ero invitata ad un compleanno e ho avuto la sfortunata idea di fare via cavour con un tacco 9. Impossibile... avvallamenti, buche, lavori in corso, indegno di una capitale.
    Da quanto un genio ha deciso di chiudere i bagni pubblici ormai nei parchi si trovano persone che dietro i cespugli fanno i loro bisogni per non dire di tutti quelli che sbandati e zingari usano le fontanelle per lavarsi i capelli e il corpo. La differenziata ha creato solo caos e ormai è impossibile passeggiare a trastevere se non facendo slalom tra i sacchi neri messi fuori dai negozianti con cani e gatti che ovviamente strappano le buste per mangiare lasciando sciee di tutto e di più in cui dobbiamo aggiungere gli zingari che a squadre si fanno i cassonetti buttando e lasciando per terra il loro contenuto. Mi sembra una città di matti, una follia che stà solo peggiorando con la cecità di chi dovrebbe intervenire

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    1. Pensa che qualche settimana fa, mentre andavo al supermercato, tra due secchioni stracolmi c'era un uomo che defecava come nulla fosse: erano le 9 di mattina. Su Facebook ho postato lo stesso post e mi/ci hanno chiamato lercioni. Io non mi sento così: faccio differenziata da oltre 10 anni, butto i rifiuti ingombranti direttamente in discarica, uso solo detersivi e cosmetici biologici eppure sono obbligata a vivere in mezzo ai sorci. Non credo che fuori da Roma si possa capire quale è la realtà.

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